L’ingrediente principale e costante del cuzzetiello è il pane cafone, da cui viene rimossa la mollica e riempito di altri gustosi ripieni.
Ma che cos’è il pane cafone?
Il pane cafone, noto anche come pane dei Camaldoli, è un tipo di pane casereccio. E’ il pane contadino di una volta, preparato nei forni a legna, buono e genuino.
Il Pane del Popolo
Secondo il dizionario Treccani, cafone è il “termine con cui nell’Italia meridionale sono indicati i contadini, anche senza intenzione spregiativa”.
Per questo motivo, il pane del popolo, dei contadini venne rinominato pane cafone, per distinguerlo da quello della nobiltà, un pane bianco, tenero, e morbido, fatto con le migliori farine che arrivò a Napoli dalla Francia verso la fine del 1700. A differenza del pane dei nobili, il pane cafone veniva fatto con farine grezze, aveva un colore un po’ grigiastro, e una scorza molto spessa e croccante che garantiva una maggiore durabilità.

Pane fatto in casa
Il pane cafone è un pane fatto in casa che rispecchia la tradizione contadina e autentica napoletana, quindi per essere riconosciuto come tale deve rispettare delle regole.
Per prima cosa, il pane cafone è un pane a lievitazione naturale, quindi preparato con il lievito madre.
La lievitazione è molto lenta per dare il tempo alla mollica di essere soffice e quindi di conservarsi a lungo. Una volta che la lievitazione è giunta al termine, il pane va cotto rigorosamente nel forno a legna che permette la formazione di una crosta spessa e croccante.
Il cuzzetiello è nato dal rito della cucina napoletana di intingere la parte finale del pane cafone nel sugo mentre bolle ancora in pentola e mangiarlo in attesa della pasta. Dalla tradizione napoletana, il cuzzetiello è arrivato sulle strade, diventando un vero e proprio “Street food”, e, con Tiello, è arrivato anche a Milano, in Via dei Piatti, 4, vicino al Duomo, dove potete trovare un menù ricco e gustoso.



